martedì 2 novembre 2010

Grey's Anatomy: Rinascita?

Che Grey's Anatomy sia una serie entrata nella storia della televisione mondiale è un dato palesemente innegabile.
Certo, non possiamo dire che è lo show medico di maggior successo (Er resterà sempre difficile da battere), o che goda dei più alti valori di share (un certo House resta il re degli ascolti nel settore medico), ma possiamo sicuramente ammettere che in casa Grey risplende la stella dell'unicità.
Personaggi introspettivamente molto complessi, casi chirurgici al limite dell'impossibile, quell'alone di "drama" (come dicono i cugini americani) che fa tenere il fiato sospeso per tutti gli episodi della stagione.
Anche quando sembra che vada tutto bene, che siano tutti sereni...entra un marito ferito dalla morte della moglie, armato, per cercare vendetta; inizia a sparare sulla folla, uccide chirurghi e infermiere senza colpe, decide chi deve vivere e chi deve morire...spacca l'equilibrio faticosamente trovato dai nostri amati "residents" e "attendings" (specializzandi e primari).
Inizia la stagione della rinascita: così l'ha chiamata la creatrice dello show, Shonda Rhymes.
Settima stagione: season della ricostruzione.
Si possono dare tantissimi significati impliciti e astratti alla parola "rinascita" in questo contesto.
Tanta, tantissima carne al fuoco ho a disposizione per questi primi sei episodi andati in onda; per ora mi soffermerò solamente su due aspetti che mi stanno molto a cuore (riservandomi di trattare i restanti con i prossimi episodi).

Cristina sta vivendo il momento più buio e impersonale di tutta la sua storia. Impersonale perché non sembra neanche lei; in effetti non lo è.
Impensabile ritrovare la solita Cristina dopo quello che era successo a causa del signor Clark: operare Derek con una pistola puntata alla tempia, con la consapevolezza di non potersi fermare, a costo di mettere a rischio la sua vita e quella dello staff presente in sala operatoria; essere l'eroina, ma non per scelta...semplicemente non avere altra scelta.
Per tutti questi motivi io non trovo strano il comportamento di Cristina, a differenza di molti fan che non trovano soddisfacente questo avvio di stagione.
Penso seriamente che se Cristina avesse potuto scegliere, avrebbe deciso di restare fuori da tutto quel trambusto; essere la fifona che resta nascosta nell'ombra per salvare la propria vita.
Perché è proprio vero ciò che lei dice come ultima battuta dell'episodio 7x06: essere l'eroina ha il suo prezzo.
Abbiamo la possibilità di analizzare un lato della Yang che non si era mai visto, quello della debolezza.

Però, oltre a tutta la nebbia del post sparatoria, al Seattle Greace-Mercy West Hospital si individua anche una luce di speranza: Callie e Arizona.
Nutro una profonda stima e una grandissima passione per le vicende di questa coppia, perché a mio parere impersonano il vero amore, quello con la A maiuscola; e lo fanno rappresentando la minoranza, cioè le coppie omosessuali, lottando contro i tabù e facendo passare un esempio bellissimo: a volte le persone che sono considerate dalla maggioranza come "diverse" hanno invece più di qualcosina da insegnare. In questo caso, ci insegnano cosa vuol dire amare veramente una persona, di qualunque sesso essa sia.
Quindi non posso che esultare di felicità per la progressione che sta avendo la loro storia, verso la maturità. Dopo la crisi causata dalla "questione figli" (il loro grande scontro della passata stagione, che portò anche ad una rottura, fortunatamente temporanea), superata dalla vittoria dell'amore assoluto, si affacciano piccoli problemi di vita quotidiana per le mie primarie preferite - per esempio, l'appartamento troppo affollato con due coppie in casa, la volontà di Arizona di ritoccare i colori delle pareti per rendere l'ambiente più accogliente...
L'ultimo intoppo: la vittoria di una importantissima borsa di studio per la Chirurgia Pediatrica, che obbliga Arizona a trasferirsi in Africa.
Sapendo come in questo show le relazioni tra i personaggi possono facilmente deteriorarsi, mi era già venuta una crisi isterica per la piega che aveva preso questa storia; ma ancora una volta mi sono convinta del fatto che con Callie e Arizona non ci si deve mai dare per vinti: la soluzione la troveranno sempre, per quanto grande possa essere il problema.
Perché la loro forza è proprio questa: la convinzione che l'amore vince su qualsiasi cosa.

E grazie al cielo che questo messaggio riesce ancora a trapelare dalla televisione, ogni tanto!
 
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